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Blog di Michele Scolari

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La scienza araba a Cremona e la biblioteca perduta di S. Lucia

CopistaAperturaUno dei più grandi traduttori dall’arabo del Medioevo (fulgido emblema del dialogo tra culture), una ricca biblioteca perduta di traduzioni di opere scientifiche arabe redatte su carta di panno e una chiesetta romanica alle porte di Cremona: da questi pochi elementi si origina la storia di uno dei centri culturali più importanti (oggi scomparso) che abbia avuto Cremona nel Medioevo. Il fisico Gerardo da Cremona, “cervello emigrato” in Spagna a Toledo, fu il più grande traduttore dall’arabo del XII secolo dopo Costantino l’Africano. Alla sua morte, la sua biblioteca di oltre settanta traduzioni di opere scientifiche arabe venne trasferita a Cremona nella sagrestia della piccola chiesa di S. Lucia, dove in seguito è possibile si sia radicata anche la tradizione della grande scuola toletana dei traduttori dall’arabo. Il tempo ha purtroppo smembrato lentamente la raccolta dei testi (oggi dispersi in varie biblioteche ed archivi, italiani ed europei) ma essa rappresentò un dei primi ingressi della cultura e della scienza islamica nell’Italia settentrionale, costituendo per alcuni secoli un punto di riferimento di vitale importanza per numerosi studiosi, tra cui Adamo da Cremona, Urso da Lodi (allievo di Adamo) e Giambonino da Cremona; e sulla traduzione gerardiana dell’Almagesto studiarono nientemeno che Gerardo Mercatore e Niccolò Copernico.

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Tra scheletri e pitture, nell’ipogeo dei Teatini a Sant’Abbondio di Cremona

La panoramica dell'Ipogeo
La panoramica dell’Ipogeo

Discesa nella camera di sepoltura costruita nel XVII secolo dai monaci di San Gaetano Thiene al tempo della Peste Nera

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I marubini di Cremona, una ricetta dalle terre dell’Islam

BanchettoAraboNelle enciclopedie di due medici arabi di Baghdad si trova il prototipo dei ravioli, tradotto nel Duecento a Venezia da Giambonino da Cremona nel suo Liber de ferculis et condimentis. E’ il sambusuch, sfoglia di pasta riempita con un trito speziato di carni (ma esistente anche nella versione “dolce”), diffusa ancor’oggi tra Iran e Arabia Saudita.

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Il misterioso Guardiano del Torrazzo di Cremona

GuardianoTorrazzoSecondo una leggenda medievale riportata da Jacopo D’Acqui, un leone sarebbe seppellito sotto il campanile romanico del Duomo di Cremona dopo la distruzione della città da parte del re longobardo Agilulfo. Ma la leggenda potrebbe anche fare riferimento ad un periodo storico di molto posteriore all’assedio longobardo: il felice periodo in cui Cremona fu eletta capitale imperiale pro tempore del Nord Italia da Federico II di Svevia (il cui simbolo araldico era proprio il leone).

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Mistero in Cattedrale a Cremona: quell’apostolo è una donna?

CampiCenacoloSi tinge di giallo l’Ultima Cena di Giulio Campi nella Cattedrale di Cremona: Giovanni è ancor più femminile del cenacolo di Leonardo. Perché il cenacolo è inserito in una serie di opere sulla vita della Maddalena? Giulio Campi, ufficialmente ligio ai precetti della Controriforma, aveva invece interessi esoterici? Forse le suggestioni esoteriche all’origine dell’anomalia potrebbero provenire da contatti con gli epigoni della tradizione catara padana o, più probabilmente, dal suo “apprendistato” presso Giulio Romano a Mantova

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L’influenza araba a Cremona nel Medioevo

CremonaArabaTorrone, marubini, tortelli cremaschi, mostarda, Torrazzo, una ricca biblioteca perduta di testi arabi, due traduttori dall’arabo e la corte di un imperatore “filoislamico”

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“Paleontologia urbana”: alla scoperta dei fossili cittadini

L'ammonite del Battistero di Cremona (foto Persico)
L’ammonite del Battistero di Cremona (foto Persico)

Da centinaia di anni loro ci guardano dalla pietra dove la natura le ha conservate, ma quanti di noi le vedono? Ecco un affascinante caccia al tesoro, sulle tracce di ammoniti, belemniti e bivalvi incastonati nel Battistero, nel Torrazzo, nel Duomo e in altri monumenti e strutture lapidee di Cremona: Davide Persico, sindaco di S. Daniele Po e ricercatore in Paleontologia all’Università di Parma lancia la “Paleontologia urbana”. E spunta l’ipotesi di un progetto digitale per percorsi paleontologici in città e paesi del cremonese

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Luglio 1944: quei 10 minuti di terrore sotto le bombe

Il bombardamento del Ponte di Viale Po (NARA College Park, Maryland, Usa)
Il bombardamento del Ponte di Viale Po (NARA College Park, Maryland, Usa)

L’incursione compiuta a Cremona dai 36 bombardieri americani B-25 la mattina del 10 luglio, raccontata dall’Air Crash Po. L’obiettivo venne mancato causando 119 vittime civili, tra cui 27 ferrovieri. La testimonianza di Angela Denti, all’epoca impiegata alla Cavalli&Poli.

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Il torrone? Un dolce arabo. Il “turùn” andaluso? Un falso storico

Frontespizio del
Frontespizio del “Taqwim al-Abdan fi Dadbir al-Insan” (Tacuinum aegritudinis) di Ibn Jazla (Glasgow University Library)

Cremona è debitrice per molte cose alla gastronomia ed alla scienza islamiche del Medioevo (vedi l’influenza araba a Cremona). Una di queste sembra proprio essere il torrone. Innumerevoli tipi di torrone inoltre, dal “qabut” alla “halva”, sono tutt‘oggi diffusi nella “mezzaluna islamica”, dalla Spagna a Samarcanda. Nei manoscritti di tre medici arabi dell’XI e del XIII secolo (uno dei quali tradotto nel Duecento a Venezia da un cremonese) si trovano le ricette del “chaloe” e della “qubbayt”, precursori del dolce tipico di Cremona, probabilmente diffuso in città, anziché dal banchetto nuziale di Francesco Sforza, dai banchetti nuziali della magna curia del “filoislamico” Federico II, dal cui compleanno (26 dicembre) potrebbe derivare la tradizione di mangiare torrone a Natale.
Mentre sembra un falso storico la leggenda del “turùn” contenuto nel manoscritto di un medico arabo di Cordova, portato a Cremona dal traduttore Gerardo nel XII secolo.

 

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