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Blog di Michele Scolari

Tout ce qui est interéssant se passe dans l'ombre

Mistero in Cattedrale a Cremona: quell’apostolo è una donna?

CampiCenacoloSi tinge di giallo l’Ultima Cena di Giulio Campi nella Cattedrale di Cremona: Giovanni è ancor più femminile del cenacolo di Leonardo. Perché il cenacolo è inserito in una serie di opere sulla vita della Maddalena? Giulio Campi, ufficialmente ligio ai precetti della Controriforma, aveva invece interessi esoterici? Forse le suggestioni esoteriche all’origine dell’anomalia potrebbero provenire da contatti con gli epigoni della tradizione catara padana o, più probabilmente, dal suo “apprendistato” presso Giulio Romano a Mantova

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L’influenza araba a Cremona nel Medioevo

CremonaArabaTorrone, marubini, tortelli cremaschi, mostarda, Torrazzo, una ricca biblioteca perduta di testi arabi, due traduttori dall’arabo e la corte di un imperatore “filoislamico”

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“Paleontologia urbana”: alla scoperta dei fossili cittadini

L'ammonite del Battistero di Cremona (foto Persico)
L’ammonite del Battistero di Cremona (foto Persico)

Da centinaia di anni loro ci guardano dalla pietra dove la natura le ha conservate, ma quanti di noi le vedono? Ecco un affascinante caccia al tesoro, sulle tracce di ammoniti, belemniti e bivalvi incastonati nel Battistero, nel Torrazzo, nel Duomo e in altri monumenti e strutture lapidee di Cremona: Davide Persico, sindaco di S. Daniele Po e ricercatore in Paleontologia all’Università di Parma lancia la “Paleontologia urbana”. E spunta l’ipotesi di un progetto digitale per percorsi paleontologici in città e paesi del cremonese

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Luglio 1944: quei 10 minuti di terrore sotto le bombe

Il bombardamento del Ponte di Viale Po (NARA College Park, Maryland, Usa)
Il bombardamento del Ponte di Viale Po (NARA College Park, Maryland, Usa)

L’incursione compiuta a Cremona dai 36 bombardieri americani B-25 la mattina del 10 luglio, raccontata dall’Air Crash Po. L’obiettivo venne mancato causando 119 vittime civili, tra cui 27 ferrovieri. La testimonianza di Angela Denti, all’epoca impiegata alla Cavalli&Poli.

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Il torrone: un dolce arabo. Ma la leggenda del “turùn” andaluso sembra un falso storico

Frontespizio del
Frontespizio del “Taqwim al-Abdan fi Dadbir al-Insan” (Tacuinum aegritudinis) di Ibn Jazla (Glasgow University Library)

Cremona è debitrice per molte cose alla gastronomia ed alla scienza islamiche del Medioevo (vedi l’influenza araba a Cremona). Una di queste sembra proprio essere il torrone. Innumerevoli tipi di torrone inoltre, dal “qabut” alla “halva”, sono tutt‘oggi diffusi nella “mezzaluna islamica”, dalla Spagna a Samarcanda. Nei manoscritti di tre medici arabi dell’XI e del XIII secolo (uno dei quali tradotto nel Duecento a Venezia da un cremonese) si trovano le ricette del “chaloe” e della “qubbayt”, precursori del dolce tipico di Cremona, probabilmente diffuso in città, anziché dal banchetto nuziale di Francesco Sforza, dai banchetti nuziali della magna curia del “filoislamico” Federico II, dal cui compleanno (26 dicembre) potrebbe derivare la tradizione di mangiare torrone a Natale.
Mentre sembra un falso storico la leggenda del “turùn” contenuto nel manoscritto di un medico arabo di Cordova, portato a Cremona dal traduttore Gerardo nel XII secolo.


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Un cristallo di fumo. Il cosmo “complesso” di Italo Calvino

italo-calvino

Dal trittico degli antenati a Palomar, la weltanschauung calviniana, lungi dal perdere il contatto con la realtà o dall’esser figlia di «un domator di cavallucci a dondolo» (secondo l’opinabile definizione di Antonio Moresco), è improntata alla creazione di un modello che si pone a mezza via tra un predittivo ordine deterministico e uno stocastico disordine (icasticamente simboleggiati dal cristallo e dal fumo). Il suo amore sviscerato per il mondo rigoroso del cristallo non gliene impedisce l’integrazione con quello assurdo e acausale del fumo, in vista del compromesso del vortice liquido (concettualmente isomorfo alle figure della spirale e della fiamma – assai ricorrenti nella diegesi). Dietro le antinomie dei cortocircuiti calviniani (che tanta somiglianza mantengono con i “concetti fluidi” e le “analogie creative” di Douglas Hofstadter o di Edgar Morin), si allunga in realtà l’ombra delle implicazioni di due grandi modelli scientifici ed epistemologici, i due “massimi sistemi” del XX secolo, discussi nelle storiche conferenze organizzate da Massimo Piattelli Palmarini al Centre Royamount di Parigi nel 1975 e a Palazzo Vecchio di Firenze nel 1978: quello nomotetico, deterministico e ridondante del cristallo e quello complesso, statistico e non-integrabile della fiamma. In questo senso, il domicilio coatto dello scrittore unicamente dalla parte delle categorie di ordine, regolarità, simmetria (nelle quali rimane confinato in ultima analisi anche lo strutturalismo, bloccato in una dialettica differenziale tra sincronia e diacronia), ha prodotto un Calvino monco, altrettanto dimezzato quanto il suo Visconte, che è opportuno restituire alla sua natura complessa, dinamica, sistemica.

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«Oggi forca»: impiccagioni e torture a Cremona fra XIII e XVIII secolo

Le scritte lasciate nei secoli dai condannati a morte sul Battistero di Cremona
Le scritte lasciate nei secoli dai condannati a morte sul Battistero di Cremona

Dalle sommarie esecuzioni capitali del Duecento, raccontate nelle pagine di Salimbene de Adam, alle cruente torture dei detenuti nelle carceri di Palazzo Comunale tra Cinquecento e Settecento. Ed ancora, le notti di veglia nella Chiesetta di S. Giovanni Decollato (ribattezzata per questo “Chiesa degli Impiccati”) e la macabra processione verso il supplizio lungo il Vicolo degli Impiccati. Di tutta questa macabra storia restano alcuni graffiti ancor oggi visibili sul muro meridionale del battistero, incisi dai condannati a morte in attesa dell’esecuzione: “cristalli di parole, l’ultima bestemmia detta”, per dirla con “La ballata degli impiccati” di Fabrizio de André.

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Nelle profondità del bunker sotto Palazzo Trecchi a Cremona

L'ingresso del rifugio
L’ingresso del rifugio

Che durante l’occupazione di Cremona durante la Seconda Guerra Mondiale, la Wermacht aveva stabilito il proprio quartier generale dentro Palazzo Trecchi è cosa risaputa. Pochi invece sanno della presenza sotto l’edificio di un rifugio antiaereo fortificato dal contingente tedesco a partire da un ipogeo preesistente. Continue reading “Nelle profondità del bunker sotto Palazzo Trecchi a Cremona”

La lampadina Osram: una “luminosa” invenzione cremonese

La lampadina FR900 realizzata dal vetraio F.R., Arvedi e Cavana
La lampadina FR900 realizzata dal vetraio F.R., Arvedi e Cavana

Una vecchia lampadina rinvenuta nella semioscurità di una soffitta polverosa, un nome palindromo, una misteriosa vetreria sulle rive di una delle lanche paludose formate dal Morbasco ai piedi di via Massarotti e, soprattutto, pagine e pagine di documenti, riproduzioni, nomi e fotografie. Sembra l’inizio di uno dei tanti misteri legati a opere e disegni di Leonardo Da Vinci; Continue reading “La lampadina Osram: una “luminosa” invenzione cremonese”

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