Ho aperto questo blog oltre tre anni fa. L’idea era quella di farne un contenitore per raccogliere riflessioni e  studi che pubblicavo su giornali e riviste, inclusa l’anteprima di una monografia in corso d’opera su letteratura e scienza nella narrativa di Italo Calvino. Ma siccome un contenitore ha bisogno di un’etichetta, per quanto epigrammatica e mai troppo vincolante se il contenuto è organico, ho deciso di aggiungere anche qualche dato biografico.

Sulla mia vita fin qui non c’è molto da dire. All’asilo volevo mettere i mocassini d’estate: i risultati si vedono adesso. Ho diviso la mia infanzia tra le fiabe, il Lego, la montagna e Stravinskij. A sei anni ho iniziato a giocare a pallacanestro (con pessimi risultati), a undici a fare alpinismo e a suonare la batteria (con molte soddisfazioni in più). Al biennio del liceo la professoressa di letteratura italiana e latina diceva che non ero adatto alle materie umanistiche; alla fine mi sono laureato in Lettere a Bologna (vecchio ordinamento) con il massimo dei voti, conseguendo poi l’abilitazione nazionale all’insegnamento e il ruolo con l’ultimo concorso a cattedra (infilandoci anche l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti). Ora insegno, scrivo saggi e collaboro con testate giornalistiche locali.

Quali siano i miei scrittori, i miei generi e i miei periodi storici preferiti non ve lo dico, tanto lo capirete leggendo il blog (se vi va).

Mantengo un educato distacco (per usare un eufemismo) verso le veline e il festival di San Remo, i sofisticati e i paternalisti, i falsi e gli ipocriti, i self-made man e i campioni costruiti in palestra, i pedanti e i tuttologi, gli ottusi e gli urlatori, i narcisisti (soprattutto quelli velati) i genietti-sregolatezza e i radical chic. Quindi, per contrasto, dovreste aver capito chi mi va a genio.

Ah, quasi dimenticavo: fumo la pipa, soprattutto miscele inglesi. Ecco, direi che può bastare.

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